L’edificio neogotico della chiesa parrocchiale di S. Martino a Zgornja Hajdina fu costruito in base ai piani dell’architetto V. Morandini negli anni 1873 e 1874. Le origini della chiesa risalgono al XIV secolo, la sua predecessora stava nello stesso posto già nel periodo romanico. La chiesa di S. Martino è stata menzionata per la prima volta nel 1342 come vicariato preparrocchiale della parrocchia di S. Giorgio a Hoče. È diventata parrocchia autonoma nel 1597.
L’edificio della chiesa è stato ricostruito più volte nel passato. La parte più interesante del presbiterio antico è rappresentata dalle fantastiche maschere parleriane (intorno 1390) scolpite sulle mensole e sui capitelli, e i dipinti laterali con le scene figurative del XVI secolo. Gli altari sono fatti nello stile neogotico; dell’arredamento gotico si è conservato il tabernacolo di pietra. La chiesa e l’arredamento interno sono stati interamente restaurati nel primo decennio del XXI secolo.
La chiesa parrocchiale di S. Martino è inclusa, con L’impronta di Martino (il segno della strada), nella strada culturale europea di S. Martino di Tours che cominciò il proprio corso della vita a Szombathely in Ungheria e lo finì a Tours in Francia.

Il presbiterio gotico nella chiesa di S. Martino a Hajdina

La chiesa di Hajdina, con il vecchio patrono di S. Martino, è stata nel XIV secolo una chiesa di vicariato nell’ambito di un’arciparrocchia. Nell’anno 1398 Bermard Ptujski ha ottenuto il diritto avvocatesco sulla chiesa e l’ha data riedificare nel primo decennio del XV secolo. Per i lavori ha assunto i tagliapietre che lavoravano nel cantiere della chiesa di pellegrinaggio a Ptujska Gora. Di queste riedificazioni si è conservato il presbiterio che è stato incluso nel XIX secolo nel nuovo edificio come una cappella di lato. Il presbiterio è stato edificato come un coro corto con un’unica volta e una congiuntura in cinque ottavi coperto con una volta stellata. La nervatura della volta è sostenuta sulla mensola e sei capitelli che sono scolpiti in forma delle teste fantastiche con attributi di uomini e animali. Queste figure sono frequenti nelle plastiche architettoniche del XIV e inizio XV secolo ma cosi plasticamente modellate e concepite con tanta immaginazione come queste a Hajdina si vedono raramente.